Il pizzo d'Irlanda è una tecnica diffusasi nel XIX secolo che ha tratto origine dal pizzo veneziano, richiestissimo in tutta Europa. Grazie alle suore, il pizzo si sviluppò nei paesi più cattolici come Spagna e Irlanda: proprio qui conobbe la diffusione maggiore a seguito della carestia che colpì l'isola intorno al 1850 e divenne presto una fonte di reddito per le donne. Più tardi si allargò anche a Svizzera, Austria e Gran Bretagna. Nel primo '900 la marchesa Elena Guglielmi importò questa tecnica sulle sponde del lago Trasimeno.
Su una rete rada e sottile vengono ricamati fiori, volute ed elementi della natura, e cuciti successivamente a punti nascosti sulla rete; diversamente si possono ricamare le trame su disegno tracciato su tela e riunirli con barrette all'uncinetto.
A lavoro finito si separa lo schema di fondo e si ammira il risultato finale.
Il pizzo irlandese è una tecnica molto raffinata, molto simile alla trina di Orvieto (ars Wetana), e non c'è la presenza di pippiolini.
Anche Lady Diana rimase colpita dai pizzi d'Irlanda, tanto che il suo vestito da sposa venne decorato usando questa tecnica.
Per il pizzo irlandese si utilizza un uncinetto molto fino e fili di lino o cotone, ugualmente molto fino.
Ci sono altre varianti di questa tecnica: il pizzo Rosslea, il Clones, il Carrimackross, Youghal e Limerick, dal nome delle contee dove presero vita.

Ovviamente abbiamo l'utilizzo maggiore nel settore nuziale...

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