Questa settimana riprendiamo il merletto e ne vediamo uno davvero semplice ma che ha grande tradizione: il merletto chiacchierino.
C'è chi dice che sia conosciuto dalla notte dei tempi, sicuramente lo era in epoca egizia, e in Italia prese il nome di "occhi" dagli anelli coi picot; in Gran Bretagna si chiamava "tatting", cioé bisbigliare, e di qui il nome "chiacchierino".
Fra le dame d'alto rango era gettonatissimo, almeno fino all'era vittoriana.
Per il merletto chiacchierino occorre una spoletta di 4/6 cm e un filato ritorto: la prima, come saprete, possiede due punte per trattenere il filo e per caricarla si inserisce il filo in un foro al centro, dove c'è un perno e si fa girare su se stessa. 

Fate in modo che il filo non sia lento e non sporga altrimenti si sfilaccerà.
Di solito si usa il cordonetto, ma va bene anche il perlé, il cablé  e il filato in seta che si può tingere in più colori; inoltre si possono utilizzare anche due fili per un pizzo bicolore, con il filo della spoletta di un colore e quello ausiliario di un altro, così gli anelli avranno una tinta e gli archi a catene un altro.
In genere il filo è bianco o ecrù, raramente colorato.
Il merletto chiacchierino è una serie di nodi, catene e anelli: si crea un tipo di pizzo ottimo per le bordure di tende, colletti e centrini, grazie all'utilizzo del punto festone e dei caratteristici pippiolini.
In rete si trovano moltissimi tutorial per imparare questa semplice tecnica di grande effetto!

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