Nel XIX secolo le donne del Bengala inventarono una variopinta versione del patchwork: il Kantha. Nato dall'esigenza di riutilizzare tessuti e stoffe ormai vecchie, il Kantha unisce la maestria del ricamo alla praticità della trapunta, creando inoltre un connubio fra elementi del mondo domestico e quello religioso.
Il Kantha prevede prima di tutto la scelta dei tessuti da mischiare, la realizzazione del bordo che li deve tenere uniti e l'impuntura che serve a creare uno sfondo sul quale effettuare il ricamo vero e proprio.
Il ricamo rispecchiava l'interezza dell'universo femminile indiano, pertanto ogni kantha costituiva un'opera d'arte unica. Il kantha è utilizzato per copriletti, arazzi, ma anche per decorare oggetti di uso quotidiano come borselli, asciugamani e oggetti da bagno e cucina.


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