La ginestra è uno dei fiori che vediamo più spesso in questo periodo: infatti il periodo della fioritura va da maggio ad agosto, ed è incredibile vedere quanti utilizzi ha questa pianta.
Esemplare della famiglia delle Faboideae, la ginestra ha ottime proprietà curative e terapeutiche, viene usata per rilegare i tralicci di vite, ma soprattutto vanta utilizzi nell'industria profumiera e contribuisce a creare ottimi tessuti.
Dopo il raccolto i fasci di ginestre vengono ridotti a piccoli mazzetti e bolliti mediante caldaie in rame; dopo quattro, al massimo otto ore, i mazzetti che vengono girati continuamente per una bollitura uniforme, vengono portati al fiume e collocati nell'acqua, sotto delle rocce, per otto giorni, in modo da raffreddarli. Al termine di questo processo i fasci vengono insabbiati e sbattuti per renderli meno viscosi, dopodiché vengono scorticati. Si ottiene una prima fibra legnosa che si usa per accendere il fuoco. In seguito i fasci vengono battuti con una mazza al fine di liberare la fibra, che poi viene messa bagnata e messa ad asciugare.
Quindi vengono di nuovo battuti e aperti con un coltello: viene estratta dalle fibre la parte soffice che servirà per le opere tessili.
Si procede con la cardatura, dove la fibra grezza (stuppa) viene posta su una scatoletta ricoperta di cuoio e chiodi per fissarla: a questo punto, lavorando, la stuppa si allunga da una parte, formando l'ordito, mentre dall'altre si forma il filo della trama. Le fibre vengono filate con rocca e fuso, e poi passate al telaio.
La fibra di ginestra è allo studio di alcuni laboratori per i potenziali utilizzi nel settore automobilistico, oltre che tessile: può essere inoltre tinta con pigmenti vegetali seguendo la tradizione, per ottenere cuscini, lenzuola, abiti leggeri.


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