In Afghanistan le Organizzazioni Non Governative (ONG) lavorano incessantemente per aiutare le popolazioni locali: uno di questi progetti, che ha il pregio di unire la moda e la cultura sotto la bandiera dell'equo solidale, è il Progetto Royah, che in lingua Dari vuol dire sogno, visione.
Lanciato da un'italiana, Gabriella Ghidoni, nel 2005, ha coinvolto le donne afghane nella realizzazione di abiti e artigianato ispirati alle tradizioni dell'Asia centrale, aiutandole così a emanciparsi e a dare un futuro ai loro figli, rilanciando l'economia locale.
Il progetto ha anche portato a svolgere alcune sfilate di moda inizialmente a Kabul, per poi proseguire a Roma, Parigi e Milano, con l'obiettivo di far conoscere le proprie creazioni e allargare il numero di lavoratrici, in modo da aiutare attivamente gruppi svantaggiati, magari ottenendo aiuti dalle istituzioni internazionali.
Il design è sicuramente unico, e i materiali usati sono lana, seta e cotone prodotti in loco; le trame realizzate sono costituite da geometrie provenienti dal folklore pashtun, disegni lakai tribali come il sole e la luna, e chapan fatti a mano.
Il progetto Royah ha sede a Kabul e collabora con l'istituto di design & fashion Naba Academy di Milano.

Per altre info potete dare un occhiata al sito in inglese:
www.royah.org

Alla prossima!

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Qui sotto il servizio del TG3...

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