Oggi parliamo di: Tecnica - Aemilia ars 11/05/2012
L'aemilia ars è un merletto ad ago chiamato in gergo "punto in aria", in quanto la lavorazione avviene su un cartoncino che viene tolto solo al momento dell'applicazione finale, e non direttamente sul tessuto. Questa tecnica nasce in Italia nel XIX secolo, precisamente a Bologna, dove risente delle influenze liberty: i motivi ricorrenti hanno carattere floreale d'ispirazione art nouveau, quindi di stampo neo medievale o rinascimentale rielaborati. L'ars aemilia rimase a lungo fonte di idee per i creativi dell'epoca: i tramezzi a reticello costituiscono l'impianto principale e usano come guida unica l'ago. I pizzi si lavorano sui vuoti, regalando così motivi geometrici; il tutto si può decorare ulteriormente con il punto riccio e il punto reale. Oltre ai motivi floreali e geometrici possiamo assistere a quelli raffiguranti sagome e a quelli artistici. Si comincia togliendo fili di trama e ordito dal tessuto lasciando uno spazio quadrangolare all'interno del quale andranno i motivi, creando così una sorta di scacchiera. Naturalmente il tramezzo a reticello non andrà effettuato su un cartoncino ma direttamente sul tessuto con l'ausilio del telaio. All'interno degli spazi si possono creare nuovi motivi mischiando i vari punti festone, archetto, rammendo e così via, dando sfogo all'immaginazione. La bellezza dei prodotti realizzati con l'ars aemilia unisce la semplicità alla classe: si possono trovare tovaglie, tovaglioli, centrini , biancheria, ricamati con questo merletto, che all'epoca si tradusse non solo in una fonte di reddito aggiuntivo per le merlettaie ma costituirono anche una forma d'arte nuova e affascinante. Add Comment Oggi parliamo di: Uncinetto - il passanastro 03/05/2012
Come dice la parola, il passanastro è una striscia bucherellata attraverso la quale passa un nastro decorativo. Ovviamente le strisce possono essere di diverse altezze a seconda della decorazione e si possono usare in abbinamento col punto festone. Per effettuarlo si usa un ago apposito, più grosso e appiattito, in modo da infilarci il nastro o un elastico e farli passare attraverso un orlo o tra le barrette. Si riconosce facilmente in quanto ha una lamina flessibile di 3 o 4 mm. e la cruna ha la forma di un triangolo acuto rivolto verso la punta dell'ago. Oggi parliamo di: Tessuti - il loden 28/04/2012
Nelle fredde valli tirolesi si sentì nel secolo scorso, l'esigenza di unire la praticità e il calore della lana a uno stile un pò più ricercato: dalla trattazione della lana grezza tagliata, filata e infeltrita con l'acqua si ricavò il loden. Ben presto la sua qualità venne adottata dalla nobiltà austro-ungarica, tanto da introdurre la lana merino e il cachemire nella lavorazione, così da farlo risultare anche più morbido e di classe. Il procedimento è sempre lo stesso da due secoli a questa parte: dopo la tessitura e la filatura si procede alla tinta, vaporizzazione, rasatura. Infine si procede con la pettinatura e si fa essiccare. Il loden rimane ben follato sul rovescio e rimane decisamente impermeabile. Una volta bagnato è bene farlo asciugare naturalmente e non va pulito troppo spesso in lavanderia, dato che potrebbe perdere in impermeabilità a causa dei solventi chimici. Oggi parliamo di: Tessuti - il tweed 20/04/2012
Questa volta parliamo di un tessuto originario della fredda Scozia, quindi molto pesante: il tweed. Derivato dalla lana, ha una particolare rigatura diagonale e a lisca di pesce. Il nome risale probabilmente al fatto che nella zona della Scozia in cui venne tessuto, scorreva il fiume Tweed. Il tweed è famoso per la sua resistenza e si possono trovare fantasie come il classico spigato, a quadrettoni o a rombi. La qualità pregiata dell'harris tweed identifica invece il tweed ottenuto da pura lana vergine, cardata, tessuta e tinta dai tessitori delle isole Ebridi, che oggi è prodotta comunque su scala industriale a prezzi più alti vista la pregevole fattura; rimane più ruvido del normale tweed. Anche l'Irlanda vanta pregevoli fatture di tweed, la differenza che balza subito agli occhi è data dai colori variopinti. Si fa grande utilizzo del tweed per la confezione di tailleur. Questa settimana parliamo del punto sopraggitto, una tecnica che prevede un punto di cucito molto fitto utilizzato per unire due vivagni o comunque due pezzi di tessuto. Si procede in questo modo: passate il filo senza tirarlo molto sotto il bordo dei due pezzi, in modo che, a fine lavoro, questi risultino cuciti in maniera non sovrapposta. Il punto di sopraggitto può essere con cimosa, nel caso in cui siano presenti delle cimose, e che andranno imbastite insieme; bisognerà entrare sotto la prima cimosa e uscire avanti in obliquo, verso sinistra. Terminata l'imbastitura si provvede a stirare il tutto. Nel caso di unione di due tessuti senza cimosa, ripiegate i due lembi e accostateli, passando l'ago sul dritto prendendo un paio di fili da un lembo e dall'altro. Il punto di sopraggitto si può utilizzare anche come guarnizione ed è l'ideale per il patchwork e naturalmente si esegue molto facilmente a macchina. Oggi parliamo di: Tecnica - il punto riso 25/03/2012
Questa settimana parliamo del punto riso (o grana di riso), che si usa nella lavorazione a maglia consentendo di effettuare cuciture invisibili in un secondo momento. E' una combinazione di dritti e rovesci alternati: un aiuto ci viene fornito dal fatto che dovremo lavorare il punto sempre nel verso opposto a come ci si presenta. Il punto riso crea una trama a puntini di rilievo molto elastica e allo stesso tempo resistente. Una variante è costituita dal punto riso doppio che si lavora con un numero di punti pari e due ferri, con lo stesso e identico sistema del punto riso singolo. Ulteriore variante è il falso punto riso tunisino, che si lavora con l'uncinetto tunisino. Il punto riso è molto usato nella realizzazione dei bordi per i maglioni. Continuiamo il nostro discorso sulla pittura su stoffa e vediamo come si usa lo stencil. Innanzitutto possiamo dire che è un metodo di lavoro piuttosto antico: queste mascherine si possono usare per le più svariate arti manuali. Considerate che le mascherine sono di carta o fogli acetati, che presentano il vantaggio di essere già idrorepellenti; nel caso voleste usare la carta, questa va ripassata con della mescola di trementina più volte al fine di renderla resistente all'acqua. Naturalmente dovrete usare dei pennelli a punta piatta e sezione rotonda, in vendita insieme alle mascherine nei negozi specializzati. Si possono ottenere principalmente due effetti: lo sfumato e il compatto, con grandi possibilità per il primo. Infatti, grazie al pennello, si può dosare bene il colore usandone il minimo e ripassarci sopra per creare effetti diversi. E' bene asciugare nel migliore dei modi sia lo stencil che i prodotti che abbiamo decorato, nonché i pennelli, ricordando che sarà un'operazione molto lunga. Fate attenzione ad usare sempre stencil nuovi e non usurati e non usate troppo colore oppure il manufatto si macchierà comunque. Potete usare anche una spugna per dare effetti particolari, ovviamente con la massima attenzione. Eccovi qui sotto un esempio. Buon divertimento! Oggi parleremo di una tecnica diffusasi negli ultimi anni, quella della pittura su stoffa, che permette di realizzare ottimi manufatti. Per prima cosa lavate bene la stoffa e stiratela: non ci devono essere pieghe sulla parte da dipingere. Naturalmente attrezzatevi con fogli di giornale o carta assorbente per non sporcare con la vernice le superfici intorno. Per quanto riguarda i colori avrete l'imbarazzo della scelta fra le varie marche, ma dovrete distinguere fra coprenti e trasparenti in base a quello che volete realizzare. Cercate di non diluire i colori nell'acqua perchè si scoloriranno dai primi lavaggi, per dipingere stoffe molto grandi sappiate che è meglio tingerle. I colori sono lavabili in lavatrice a 60°, ma si trovano anche delle versioni da tubetto, ideali per i jeans, che lasciano rilievi sulla stoffa. E' inoltre possibile usare colori pastello con le mascherine per lo stencil: alla fine del dipinto lasciate asciugare e stirate la parte pitturata sul rovescio del tessuto. Per chi non avesse grandi capacità grafiche si raccomanda l'uso di stampini e stencil; è possibile anche dipingere la seta con appositi colori più liquidi. Ricordate anche di usare pennelli diversi per i vari colori, in quanto restano sempre dei residui. Buon divertimento! Oggi parliamo di: Viaggi & Ricami - Maiorca 03/03/2012
Nella città della sobrassada e delle perle, situata in mezzo al Mediterraneo, una delle celebrità è sicuramente il punto maiorchino, molto diffuso insieme al punto croce, al punto catenella e all'allacciato. Molto importante è stato sicuramente il lavoro delle artigiane locali: a Manacor, Artà e Santa Margalida, oltre che a Palma potrete trovare numerose botteghe e laboratori che hanno rispolverato questa tecnica, con superbi risultati. Oggi parliamo di: Tecnica - il punto ombra 23/02/2012
Oggi parliamo del punto ombra, un punto che si può usare esclusivamente insieme ad altri punti. Generalmente si lavora insieme ad un punto incrociato, ricamando sul rovescio da destra a sinistra e raccogliendo per ogni punto due o tre fili di tessuto. E' ovviamente necessario che i punti abbiano la stessa lunghezza. Per ottenere un effetto chiaroscuro (da qui il nome della tecnica) si possono inserire alcuni fili fra i tessuto e i punti stessi: dato l'effetto visivo il punto ombra si usa di solito per la biancheria da casa. Il risultato finale è dato da due linee parallele legate da un intreccio a X che corrono ai bordi della sfumatura; si può eseguire anche con il telaio e il tessuto migliore è forse il mouliné. |





