Oggi parleremo del merletto spagnolo, conosciuto col nome di encaje, che vide la luce intorno alla fine del XIII secolo in Catalogna per volere della regina Elisenda. La definitiva esplosione si ebbe nel Settecento con la diffusione delle mantiglie; in questo periodo la produzione era così vasta che veniva esportata soprattutto in America. Nell'Ottocento si iniziò ad usare anche la seta nera e il cotone, mentre il Novecento vide una graduale estinzione dell'arte, oggi ripresa soprattutto a livello accademico.
La tecnica prevede l'utilizzo di diversi tipi di tombolo, sebbene il più noto sia il mundillo, un cilindro di cm.70x20, riempito di crine; i fuselli sono generalmente di legno di pino.
I lavori sono in cotone, seta, lino e lana e solitamente molto colorati.
Alcuni centri famosi di lavorazione erano: Almagro, dove si filavano motivi gotici e floreali d'ispirazione catalana; Camarinas, in Galizia, dove l'arte arrivò nel XV secolo e che vede la più ampia presenza di merlettaie della Spagna, che arrivarono ad esportare i loro prodotti in tutto il Centro e Sud America. Sono celebri anche Toledo, Alicante, Saragozza, Guadalajara, La Palma e Almeria.
Il merletto di Camarinas merita una menzione particolare: il tombolo è più basso e schiacciato, con due cilindri in legno che sporgono dall'alto per appoggiare il tombolo su una superficie. Si usa anche un foglio di plastica da mettere sotto i fuselli per farli scivolare meglio.
La tecnica tradizionale è quella del Torchon, che produce filati ruvidi e resistenti con strisce di 2,5 - 5 cm.
Eccone un esempio: