Questa settimana ritorniamo a parlare di tecnica con il merletto rumeno.
Dalle vallate della Transilvania, questa tecnica davvero particolare si fa subito riconoscere per via della spighetta ricamata all'uncinetto che, una volta pronta, costituisce la base per il lavoro vero e proprio, che viene per prima cosa disegnato sulla carta.
I motivi ricorrenti sono l'uva, le bacche e le foglie, con punti di collegamento a fili d'oro e d'argento.
Durante il Comunismo, i merletti rumeni venivano venduti agli stranieri e costituivano una discreta fonte di reddito per le ricamatrici.
Il merletto rumeno è un misto fra il lavoro all'uncinetto e il merletto ad ago: uno o due lacci vengono fatti all'uncinetto, gli altri vengono ricamati seguendo lo schema disegnato.
Il lavoro viene effettuato esclusivamente lavorando sul rovescio: i fili si riuniscono a creare una struttura e i punti che la decorano formano una specie di piccolo arazzo ad ago. Il punto di raccordo viene aggiunto sullo schema per collegare i vari fili nelle aree più grandi e, in diversi schemi, una massa di fili viene aggiunta per abbellire ulteriormente il lavoro.
Quando lo schema è ultimato, i fili avanzati vengono tagliati e il disegno separato dal tessuto.
Il lavoro può essere inamidato in una soluzione liquida e, mentre è ancora umido, stirato su un pezzo di stoffa cercando di modificarne a mano la forma originale.
Il merletto rumeno ha inoltre molti punti in comune con il punto Rinascimento.
 


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